I. D. A International Dance Award: Intervista a Rossella Damone

Il 6 e 7 Aprile 2019, la città di San Severo in Puglia e il Teatro Giuseppe Verdi si preparano ad accogliere un grande evento dedicato alla danza e a tutti gli amanti di questa meravigliosa forma d’arte.  Ma  andiamo a conoscere meglio la fondatrice di questa iniziativa. Di seguito l’intervista a Rossella Damone

Prima di svelare i dettagli di questo splendido progetto, mi piacerebbe parlare un po’ di te e della tua passione per la danza. Tu stessa hai studiato per molti anni danza e sei stata una ballerina professionista, ma raccontaci come è avvenuto l’incontro con questa disciplina…

L’incontro con la danza lo devo alla mia mamma. È stata lei che, amando la danza classica, mi portò in una scuola che si trovava esattamente di fronte casa mia. Forse un segno del destino. Fu amore a prima vista, lo stesso che ho provato quando, per la prima volta, sono entrata in un teatro, il nostro bellissimo teatro. Il colore rosso e la morbidezza del velluto delle poltrone, quel lampadario enorme che mi appariva misterioso e il palcoscenico con quelle grandi tavole di legno che luccicavano sotto l’effetto delle luci. Era tutto talmente affascinante e magico che, già così piccolina ne sono rimasta rapita…per sempre… E poi ho avuto la fortuna di incontrare una maestra che mi ha trasmesso per quest’arte sublime una passione infinita. La danza racchiude tutto : c’è la musica, ci sono le scenografie e i costumi, c’è l’estro del coreografo, la capacità interpretativa e atletica del danzatore…e il suo cuore. Cosa desiderare di più? L’amore per la danza è per me un grande compagno di vita. Chi mi conosce lo sa bene.

Ma ora raccontaci di questo progetto: da quanto hai iniziato a pensarci? Cosa significa per te I.D.A.? Qual è il tuo obiettivo in merito a tale iniziativa?

L’idea ha preso corpo l’estate scorsa. Il mio più grande desiderio è di poter restituire a questo teatro, almeno in piccola parte,  l’immensa gioia che lui ha regalato a me nei 30 anni in cui ci ho ballato. In questi anni è stato fatto molto per dare luce al teatro Verdi e io volevo dare il mio contributo. Ho iniziato a sperare che delle stelle di prima grandezza nel panorama internazionale della danza potessero scoprire sul nostro palcoscenico dei possibili talenti e, nello stesso tempo, che i nostri ragazzi non fossero costretti ad affrontare lunghi viaggi per avere l’opportunità di essere notati o semplicemente di riuscire ad avvicinare tali eccellenze del mondo coreutico, così come invece era capitato a me da piccolina. Volevo rendergli più semplice vivere un’esperienza così splendida, motivante ed entusiasmante, la stessa che avrei voluto vivere anch’io da allieva nella mia Città. Il nostro bellissimo Teatro merita un grande Concorso e i nomi coinvolti in quest’ iniziativa sono davvero di assoluta eccellenza. La presenza di professionisti di questo livello va al di là delle mie aspettative. La mia ammirazione nei loro confronti è immensa e non li ringrazierò mai abbastanza per aver aderito alla mia richiesta. È per me un sogno che si realizza insieme a quello di tanti giovani promesse.

Il concorso vedrà coinvolte diverse scuole di danza. Qual è l’età media dei partecipanti? Cosa ti aspetti emerga dal confronto tra i concorrenti?

Sono previste due categorie: juniores 12/17 anni e seniores 18/25 anni. Mi aspetto una sana competizione, ma soprattutto di realizzare per 2 giorni una grande festa della danza da cui si sprigioni una bellissima energia positiva che scaturisca dai sogni, dalle ambizioni e dalle speranze di tanti giovani ballerini e ballerine, provenienti da contesti ed esperienze diverse ma in sintonia tra loro, perché uniti da una sola grande passione per l’arte, che raduna e che nutre gli animi.

Cosa pensi della condizione della danza in Italia oggi? Cosa ti piacerebbe migliorare e in che modo?

Premesso che si può sempre fare meglio, penso che la danza purtroppo, pur essendo in tantissimi quelli che la amano, ha sempre meno spazio e meno strumenti che l’aiutino ad esprimersi nei teatri e in televisione nel modo che merita. Auspico che le cose cambino grazie ad interventi mirati e che si agisca sempre più nel segno della qualità e della professionalità perché solo dove c’è qualità e professionalità, c’è arte e bellezza.

 

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