Purple rain: l’interpretazione “liquida” della pioggia viola

«When there’s blood in the sky, red and blue goes to purple… Purple rain pertains to the end of the world and being with the one you love and letting your faith/god guide you through the purple rain»

Sono queste le parole usate da Prince  per descrivere la pioggia viola o pioggia di porpora, come la si vuole chiamare. Poche parole per definire in modo univoco il significato dell’espressione Purple rain. La storia grosso modo è questa: nel 1983 Prince rientrava  a  Minneapolis, città natale, dopo il tour per l’album 1999 e si preparava a fare il suo primo concerto al club First Avenue. Nel frattempo il numero dei fans era aumentato e nella sua testa aveva iniziato a pensare ad una sceneggiatura sulla sua vita/carriera introducendovi i brani del  nuovo album, tra i quali  la canzone che avrebbe poi dato il titolo al film. Purple rain esce il 25 Giugno del 1984 per la Warner Bros Records, ed è il primo lavoro per cui Prince si avvale di una band in studio, Prince and The Revolution, il cui nome verrà conservato nella versione cinematografica. Prince veste i panni del suo alter ego Kid, personaggio egocentrico e controverso, dalle grandi potenzialità, ma incapace di lavorare in sincrono con gli altri musicisti. Discute continuamente con le ragazze della sua band oltre che con le band rivali, mentre la vita privata non va affatto meglio. I genitori litigano spesso e il padre, in preda alla rabbia e alla frustrazione per aver fallito come musicista e come marito, picchia la madre. In tutto questo incontra Apollonia, aspirante cantante e tra i due nasce una reciproca attrazione. Nel rapporto di coppia, Kid scopre una parte di se stesso che lo rende simile al padre e che induce Apollonia ad allontanarsi e  accettare l’offerta di cantare per la band rivale.

Le note di Purple rain si affacciano timidamente nel corso delle scene, sotto forma di una musicassetta che Kid /Prince cerca più volte di ascoltare per poi interrompersi. Si tratta di un brano scritto dalle ragazze della rock band per lui, ma che fino alla fine si rifiuta di cantare. Tutto sta per naufragare: carriera, vita sentimentale e familiare che finisce in tragedia, con un colpo di pistola partito al culmine dell’ennesimo litigio e che riduce il padre in fin di vita.

Trovarsi di fronte alla sciagura, si rivela come una scossa nella testa di Kid, gli pone davanti uno scenario aberrante nel quale vede materializzarsi la sua più grande paura: fare la medesima fine dei genitori. Faccia a faccia col peggiore degli incubi, dopo aver sfogato la rabbia e messo a soqquadro la cantina, trova gli spartiti del padre e in uno stato di rinvenuta lucidità, realizza che è ancora in tempo per invertire la rotta. Si siede al piano e rimette su la musicassetta; Purple rain prende finalmente vita nella piena desolazione, come una luce nel buio più profondo, come un fiore in mezzo alle rocce più aride. Per Kid è  l’ultima possibilità di salvare la carriera, sa che può sparire o rinascere e non sono ammesse vie di mezzo. Purple rain è pronta e lo sono anche lui, gli altri membri dei The Revolution e il pubblico del First Avenue. Prima di cominciare, Kid dichiara di voler dedicare quel pezzo a suo padre e decide di rendere giustizia alle ragazze ringraziandole prima di esibirsi, per aver scritto e composto il brano. La musica parte e il pubblico è come ipnotizzato da una pioggia di emozioni. Il seguito lo conosciamo, un successo travolgente e leggendario, trasformatosi nella realtà, in un Oscar vinto per la Miglior colonna sonora originale e  milioni di copie vendute negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

Comunque, di cosa sia questa pioggia viola, nessuno ha certezza e tutti continuano a chiederselo da quel lontano 1984. Leggendo e ricercando a mia volta una risposta, ne ho trovate tante e disparate, tutte plausibili, ma nessuna certa e incontrovertibile. Cosa potesse significare realmente per Prince, credo che non lo sapremo mai, ma il punto è l’emozione che suscita in ciascuno di noi l’ascolto di Purple rain. La pioggia viola può assumere mille forme e incarnare altrettanti stati d’animo; può rappresentare le lacrime dopo una delusione, dopo una fatica e lo stremo per le botte ricevute; può diventare la libertà di chiudere gli occhi e lasciarsi andare, lasciar fluire le proprie emozioni intime, pure, incontenibili come la pioggia che cade e scorre a rivoli sul terreno; può essere il racconto di una bella storia d’amore o un manifesto di scuse, se ci si sofferma a quanto suggerisce il testo, ma, ad ogni modo, il bello di Purple rain risiede nella liquida consistenza della sua interpretazione che, come il liquido, assume naturalmente le fattezze del suo contenitore. Quei contenitori siamo noi, ciascuno unico, ciascuno diverso.

Di seguito i link per ulteriori approfondimenti

https://biografieonline.it/biografia-prince
www.rollingstone.it/musica/news-musica/purple-rain-la-rivoluzione-di-prince/371229/#Part11

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